Se cambi casa, hai l’obbligo di denunciare il trasferimento di residenza presso l’Amministrazione Comunale in cui si trova la nuova abitazione. Ecco alcuni suggerimenti per districarti nei meandri della burocrazia e metterti in regola senza difficoltà.

Recati presso gli uffici anagrafici della città in cui ti stabilisci e comunica il trasferimento di residenza. Saranno loro ad interfacciarsi con l’ufficio del tuo comune di provenienza nel caso in cui risiedessi in un’altra città. Se ti trasferisci con la famiglia, è sufficiente che la denuncia venga fatta per tutti da un componente del nucleo familiare purché maggiorenne.

La dichiarazione del cambio di residenza comporta altre variazioni che avranno luogo in automatico grazie alla comunicazione fatta dallo stesso ufficio comunale. In questo modo verranno aggiornate la patente e la carta di circolazione: entro 180 giorni ti arriveranno a casa per posta i tagliandi adesivi col nuovo indirizzo che dovrai apporre sui due documenti. Inoltre verranno aggiornate in maniera automatica le liste elettorali a cui sei iscritto. Verrà informato anche l’ufficio competente per la tassa sui rifiuti.

Sarà invece tuo compito attivare i contratti di fornitura e gli allacciamenti per le varie utenze oppure, se sei già titolare di un vecchio contratto, trasferirlo al nuovo indirizzo. Oltre a provvedere per luce, acqua, gas, telefono, abbonamento Rai e altro, ricordati di informare tutti i tuoi contatti. Per comunicare il cambio di residenza ai gestori di servizi pubblici è possibile utilizzare questo modulo di autocertificazione residenza. Per non perdere la corrispondenza, ti conviene infine usufruire del servizio a pagamento fornito dalle Poste Italiane, a cui puoi richiedere l’inoltro della tua posta al nuovo indirizzo.


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In questa guida vi spiego come calcolare l’ emungimento che si può ottenere da una falda freatica. Per risolvere questo problema, dovrete applicare delle formule precise, appartenenti alla branca delle scienze idrauliche. Procedere è piuttosto difficile, quindi seguite con attenzione tutti i vari passaggi.

Considerata una falda freatica di profondità limitata scorrente su una superficie impermeabile, la portata emunta con un pozzo approfondito fino allo strato resistente all’ acqua, la otterrai applicando la formula: Q = π K * H * H – h h / In (R / r). Devi sostituire a H l’ altezza della falda indisturbata del pozzo, e a r il raggio del pozzo stesso. A questo punto otterrai l’ equazione della superficie libera, che sarà h * h = h * h (H * H – h * h) * In (r /r0) / In (Ri / Ro).

Puoi misurare il raggio di influenza del pozzo R direttamente sul campo, oppure stimarla in prima approssimazione, con alcune formule specifiche. Tra queste, la più nota è quella di Sichard, ed è espressa in questo modo: R = Cr (H – Ho) sqrt K. Per R, H ed Ho, dati in m e K in m/s, vale circa 3000 (s/m) per i pozzi, e 1500-2000 (s/m) per le gallerie filtranti. Ricorda però che sono misure approssimative.

Di fatto, è bene che non superi la metà di questi valori. Se l’ emungimento della falda freatica avviene con una galleria filtrante lunga L con fondo sullo strato impermeabile, la portata q per unità di lunghezza dela galleria la ottieni applicando: q = K * H * H – h * h / 2l. Sarà invece Q = qL se la falda si emunge da un solo lato, oppure 2qL se emunge dai due lati. L’equazione della superficie vale per la distanza d’ influenza e la velocità massima.


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Nelle nostre case di certo non mancano. I mobili in legno sono forse la forma d’arredamento più diffuso e usato, che non passa mai di moda.

Essendo molto pregiati e delicati, devono avere una pulizia quotidiana in modo da restar puliti ed evitare alla maledetta polvere di depositarsi e possiamo anche dire incollarsi sulla loro superficie.

In commercio vi sono vari tipi di mobili in legno, ognuno costituito e formato da legni diversi, come il legno in ciliegio, in mogano, in castagno per non parlare del legno in noce.

Insomma ognuno di questi legni deve essere pulito e trattato in un determinato modo, ricorrendo all’uso di prodotti specifici, in modo da non rovinarlo ed eliminare la sua lucidità.

Per esempio vediamo come pulire un mobile in legno di mogano.

Abbiamo a disposizione in genere molte procedure da potere utilizzare per rendere puliti i nostri mobili in mogano. Vediamone alcune delle più note e diffuse.

Dato che sul mobile in mogano sono molto diffusi gli aloni, possiamo usare questo metodo per evitare che rimandano su di essi.

La prima cosa da fare è quella di spolverarli senza prodotti, ma solo usando un panno meglio se di lana, in modo da eliminare la polvere che si deposita su di esso. A parte iniziamo a preparare un tè, meglio se nero. Deve essere diluito con molta acqua, in modo da essere leggero.

Con l’aiuto di uno strofinaccio, imbeviamolo nella ciotola del tè e iniziamo a passar la pezza sul mobile in legno. Subito dopo dobbiamo asciugare il mobile in modo molto preciso e perfetto, senza far restare alcuna gocciolina di tè.

Se abbiamo un mobile o armadio formato dal legno di una quercia, possiamo usare dell’olio per pulire per bene la sua superficie.

Usiamo sempre una pezza di lana e anche dell’olio, meglio se quello che si usa per i bambini piccoli, che è molto più delicato da stendere. Subito dopo dobbiamo asciugare con uno strofinaccio di cotone.

Tutto il resto degli altri mobili in legno che abbiamo in casa e anche quelli di legno di noce, possono essere trattati con un composto formato da latte e un po’ di acqua. Una volta passato il liquido si deve eliminare ed asciugare la superficie con un panno che non lasci pelucchi ed aloni, tipo un panno in microfibra, molto utile e prezioso a riguardo.

Nel caso avessimo dei mobili in legno pieni di intagli e ritagli possiamo usare un buon pennello a setole morbide, in questo modo riusciremo ad arrivare e pulire per bene tutte le fessure e gli angoli ,anche quelli più nascosti.

L’olio di oliva può invece essere utilizzato per pulire i mobili antichi in legno. Ci basterà passare un po’ d’olio su un panno in lana e spolverare la superficie. In questo modo riusciremo ad avere dei mobili antichi sempre perfetti e lucenti.


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utti vorremmo avere un alito sempre fresco, per sentirci a nostro agio in ogni occasione. Eppure l’alitosi o, alito pesante è un problema abbastanza diffuso che può incidere negativamente sui nostri rapporti con gli altri. Ma cosa possiamo fare per risolvere definitivamente questo disagio?

De si segue una scrupolosa igiene orale, l’alito dovrebbe essere inodore. In particolari situazioni: fumo, alcool, eccessiva alimentazione, scarsa igiene orale, l’alito si modifica, liberando gas che possono dare origine a cattivo odore.

Se hai questo problema, dopo aver escluso la presenza di particolari cause patologiche, segui le regole presenti in questa guida e vedrai che in breve il problema sarà risolto.

Lavati con particolare cura i denti, almeno due volte al giorno, entro venti minuti dalla fine di ogni pasto. Usa un dentifricio rinfrescante e abbi cura di pulire anche la lingua sulla quale si deposita la placca batterica. Passa il filo interdentale con molta attenzione, o usa uno scovolino,dello spessore consigliato dal dentista, per eliminare ogni residuo di cibo

Cerca di evitare l’assunzione di cibi dal sapore troppo intenso come aglio, cipolla, carne affumicata, e limita il consumo di bevande come il vino, la birra, gli alcolici. Se sei un gran fumatore cerca di limitare al minimo il numero di sigarette. ed infine cerca di bere molto, fino a due litri di acqua al giorno.

L’acqua infatti stimola la produzione di saliva che ha la funzione di detergere naturalmente il cavo orale. Usa senza esagerare, per non creare sensibilizzazione, dei collutori per l’igiene orale, una volta a settimana. Se vuoi utilizzare qualcosa di più naturale, puoi sostituire il collutorio con acqua nella quale avrai disciolto un cucchiaino di bicarbonato.

Il bicarbonato ha infatti un potere igienizzante, sbiancante e rinfrescante senza peraltro creare sensibilizzazione. Periodicamente, almeno una volta ogni sei mesi, ti consiglio di eseguire un controllo dal dentista per esludere eventuali problemi di carie ed effettuare una pulizia più approfondita del cavo orale.


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Tutti gli oggetti che ci circondano sono sottoposti ad innumerevoli forze come ad esempio la forza di attrito, la forza peso, ecc. Applicando una forza ad un corpo, si trasferisce energia di vario tipo, vedremo in questa guida una delle più note energie della fisica: l’energia potenziale.

Per sollevare una palla da bowling e riporla nel suo scaffale, bisogna compiere un lavoro che imprime alla palla un’energia cinetica. Una volta sullo scaffale, però, la palla ha energia cinetica uguale a zero, proprio come quando era a terra. Ciononostante il lavoro fatto nel sollevare la palla non è andato perso; se si permette alla palla di cadere dallo scaffale, la gravità la fa precipitare a terra creando magari un buco sul pavimento. Ciò accade visto che la palla ha accumulato, prima della caduta, energia: l’energia potenziale.

Da questo esempio bisogna dedurre che l’energia cinetica può trasformasi in energia potenziale e l’energia potenziale può trasformarsi in energia cinetica; inoltre definiamo l’energia potenziale “conservativa”, visto che è un’energia che può essere “immagazzinata” in qualsiasi corpo senza che cambi di intensità se non quando viene rotto l’equilibrio (caduta della palla da bowling).

La formula generale dell’energia potenziale è,quindi, così espressa: U=m*g*h; m esprime la massa del corpo che si sta prendendo in considerazione, g l’accelerazione di gravità e h l’altezza a cui è posto l’oggetto. Come regola fondamentale ricorda sempre che: quando l’energia potenziale è massima, l’energia cinetica vale zero, quando l’energia cinetica è massima, l’energia potenziale vale zero.


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