Quando si decide di rimodernizzare e cambiare i colori della nostra cucina, il dubbio che spesso ci viene in mente è quello di quali nuovi colori scegliere, in modo da rendere il tutto nuovo e perfetto.

In questo articolo parleremo di quali possono essere i colori che più si addicono alla cucina, un ambiente molto usato e prezioso, per l’intera famiglia.

Iniziamo con il dire che i colori che meglio si addicono ad un’ambiente come la cucina, è di certo il giallo e l’arancione. Questi colori secondo la cromoterapia, sono dei colori che stimolano l’appetito e la digestione ed essendo il giallo e l’arancione i colori dell’alba, sono quindi anche dei colori, che al mattino, quando si fa colazione, ci donano energia e vitalità per iniziare e vivere a pieno la giornata che ci attende.

Detto ciò possiamo quindi optare per questi due colori, molto caldi e forti.

I colori andranno messi su tre elementi fondamentali, che costituiscono la cucina e cioè sui mobili, sulle pareti ed anche sui particolari.

Per scegliere meglio i colori della nostra cucina , potremo farci aiutare dal così detto disco cromatico, in cui sono presenti davvero tanti colori. Dobbiamo scegliere almeno tre colori e tra di essi il colore dominante, che dovrà possedere la scena. Gli altri due colori potremo posizionarli sulle pareti e sugli accessori.

In genere gli altri due colori non si devono discostare molto dal colore principale che abbiamo scelto.

Per esempio le unioni potrebbero essere giallo-arancione-blu, o giallo-verde-viola.

Ma comunque la scelta ultima spetta sempre a noi, in base anche ai nostri gusti. Ricordiamo che i colori della cucina, devono essere vivi e molto accesi. Evitiamo di scegliere dei colori molto scuri in modo da non donare quel senso di oppressione a quest’ambiente che deve essere molto vivo e luminoso.

Anche gli elementi che sceglieremo per arredarla, oltre ai colori, dovranno avere lo scopo di donare colore e luce alla cucina, quindi via libera a sedie trasparenti ma anche a stipetti laccati e molto chiari.

Il nostro obiettivo ultimo dovrà essere di certo quello di scegliere dei colori che possano stare bene con i nostri gusti ma anche ed in particolare che possano dare alla cucina un aspetto armonioso, vivo in cui poter trascorrere dei momenti davvero unici ed indimenticabili.


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Il riparto è una operazione matematica molto facile. Anche se non ce ne accorgiamo, essa viene utilizzata decine di volte al giorno, in qualsiasi contesto. Si tratta di un metodo con cui una grandezza, un oggetto o un insieme di oggetti o di valori può essere diviso equamente tra più persone o più parti.

Molto spesso, nella vita comune, si ha l’esigenza di dividere un oggetto tra più persone. Ad esempio dieci bambini devono ricevere una certa quantità di caramelle, in proporzione al loro peso, oppure 20 impiegati devono dividersi un premio di produzione, in proporzione al loro fatturato, oppure ancora 15 persone devono ripartirsi tra loro la vincita del gioco del lotto, in base alla somma da loro giocata.

L’esempio si basa sul riparto semplice. I problemi di ripartizione semplice sono problemi in cui una grandezza viene ripartita in parti direttamente o inversamente proporzionali ad un gruppo di numeri. Esempio: 4 persone (A, B, C, D) vincono al gioco del lotto la somma di 10000 euro. Essi hanno speso rispettivamente le seguenti quote di gioco: A=4 euro, B=7 euro, C=5 euro, D=6 Euro. Che vincita spetta ad ognuno dei partecipanti?

Il problema è semplice, occorre ripartire la vincita tra i giocatori, in base alla propria spesa giocata. Il primo passo è quello di trovare il coefficiente di riparto, con la formula: coeff=vincita: (somma spesa di A più B più C più D), in questo caso 10000:22=454,54. Poi si moltiplica il coefficiente per la spesa di ogni giocatore, trovando in questo modo la vincita di ognuno. A ha vinto 454,54×4=1819 euro B ha vinto 454,54×7=3181 euro C ha vinto 454,54×5=2273 euro D ha vinto 454,54×6=2727 euro. La somma delle singole vincite fa naturalmente 10000.


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Quante di voi non vedono l’ora di avere una casa tutta propria per arredarla in modo da creare il “nido” per sé e la futura famiglia? In questi ultimi anni l’arrivo di internet ha fornito un sacco di spunti su come arredare casa utilizzando, o meglio riciclando, i pallets.

La vita dei pallet, a detta dei più fantasiosi e moderni eco designer, non si fermerebbe a sorreggere materiali di vario tipo ma potrebbe rinascere sorreggendo il nostro riposo o i nostri libri… Un bel divano coi pallet sistemati a più altezze -in stile cinema- ricoperto da materassi fatti magari anche da noi con gommapiuma e la nostra stoffa preferita è una delle cose più belle che si possono vedere in questo settore.

I pallets potrebbero essere utilizzati anche come base per il letto sostituendo le più comuni doghe. Questo però bisognerebbe testarlo perchè le comuni doghe hanno un cedimento sedendosi o coricandosi mentre le doghe fatte coi pallets assolutamente no e -statene certi- non cederanno, quindi provarle è d’obbligo a meno che non si voglia avere un mal di schiena costante. Se non si è convinti delle doghe per la camera da letto si può realizzare una testiera anche solo appoggiandoli al muro, lasciandoli del colore originale del legno o, con più fantasia, decorandoli a vostro piacere.

Bellissimo è il tavolino fatto con un pallet e completato con quattro ruote avvitate sotto, in modo da poterlo spostare agevolmente, e un ripiano di vetro sopra. Molto chic questo tavolino davanti al divano in un bel salotto.

L’idea più green è quella di creare con un pallet un orto verticale dove poter seminare gli aromi che si usano in cucina. Basilico, prezzemolo, menta, salvia e timo che sbucano tra le doghe del pallet. Sistemarlo in cucina sarebbe fantastico ma ci si può accontentare di sistemarlo sul balcone di casa, sarà comodissimo lo stesso. Ovviamente all’interno del pallet si sistemerà un sacco di plastica abbastanza robusto che andrà a contenere la terra e via con la semina.

Il pallet potrebbe essere usato come scarpiera “a cielo aperto”, ma l’idea è decisamente troppo spartana. Si tratta semplicemente di sistemare le scarpe tra le doghe di un pallet messo in vertical.


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Se cambi casa, hai l’obbligo di denunciare il trasferimento di residenza presso l’Amministrazione Comunale in cui si trova la nuova abitazione. Ecco alcuni suggerimenti per districarti nei meandri della burocrazia e metterti in regola senza difficoltà.

Recati presso gli uffici anagrafici della città in cui ti stabilisci e comunica il trasferimento di residenza. Saranno loro ad interfacciarsi con l’ufficio del tuo comune di provenienza nel caso in cui risiedessi in un’altra città. Se ti trasferisci con la famiglia, è sufficiente che la denuncia venga fatta per tutti da un componente del nucleo familiare purché maggiorenne.

La dichiarazione del cambio di residenza comporta altre variazioni che avranno luogo in automatico grazie alla comunicazione fatta dallo stesso ufficio comunale. In questo modo verranno aggiornate la patente e la carta di circolazione: entro 180 giorni ti arriveranno a casa per posta i tagliandi adesivi col nuovo indirizzo che dovrai apporre sui due documenti. Inoltre verranno aggiornate in maniera automatica le liste elettorali a cui sei iscritto. Verrà informato anche l’ufficio competente per la tassa sui rifiuti.

Sarà invece tuo compito attivare i contratti di fornitura e gli allacciamenti per le varie utenze oppure, se sei già titolare di un vecchio contratto, trasferirlo al nuovo indirizzo. Oltre a provvedere per luce, acqua, gas, telefono, abbonamento Rai e altro, ricordati di informare tutti i tuoi contatti. Per comunicare il cambio di residenza ai gestori di servizi pubblici è possibile utilizzare questo modulo di autocertificazione residenza. Per non perdere la corrispondenza, ti conviene infine usufruire del servizio a pagamento fornito dalle Poste Italiane, a cui puoi richiedere l’inoltro della tua posta al nuovo indirizzo.


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In questa guida vi spiego come calcolare l’ emungimento che si può ottenere da una falda freatica. Per risolvere questo problema, dovrete applicare delle formule precise, appartenenti alla branca delle scienze idrauliche. Procedere è piuttosto difficile, quindi seguite con attenzione tutti i vari passaggi.

Considerata una falda freatica di profondità limitata scorrente su una superficie impermeabile, la portata emunta con un pozzo approfondito fino allo strato resistente all’ acqua, la otterrai applicando la formula: Q = π K * H * H – h h / In (R / r). Devi sostituire a H l’ altezza della falda indisturbata del pozzo, e a r il raggio del pozzo stesso. A questo punto otterrai l’ equazione della superficie libera, che sarà h * h = h * h (H * H – h * h) * In (r /r0) / In (Ri / Ro).

Puoi misurare il raggio di influenza del pozzo R direttamente sul campo, oppure stimarla in prima approssimazione, con alcune formule specifiche. Tra queste, la più nota è quella di Sichard, ed è espressa in questo modo: R = Cr (H – Ho) sqrt K. Per R, H ed Ho, dati in m e K in m/s, vale circa 3000 (s/m) per i pozzi, e 1500-2000 (s/m) per le gallerie filtranti. Ricorda però che sono misure approssimative.

Di fatto, è bene che non superi la metà di questi valori. Se l’ emungimento della falda freatica avviene con una galleria filtrante lunga L con fondo sullo strato impermeabile, la portata q per unità di lunghezza dela galleria la ottieni applicando: q = K * H * H – h * h / 2l. Sarà invece Q = qL se la falda si emunge da un solo lato, oppure 2qL se emunge dai due lati. L’equazione della superficie vale per la distanza d’ influenza e la velocità massima.


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