Come Coltivare il Sedano

La coltivazione del sedano in Italia ha un’estensione totale di circa 3.900 ettari. Di questi circa 3.700 ettari sono coltivati in pieno campo, e circa 220 ettari come coltura protetta.

Generalità
Il sedano è una pianta che richiede un terreno profondo e fresco, ricco di sostanza organica, con un pH compreso tra 6,5-7,5. E’ abbastanza tollerante alla salinità.
La coltura del sedano è molto sensibile alle carenze di magnesio e di boro. Quest’ultima però può essere facilmente prevenuta con periodiche concimazioni organiche. Attenzione, il sedano risente negativamente degli apporti diretti di letame. E’ preferibile anticipare la concimazione organica alla coltura precedente o in autunno-inverno prima dell’impianto.
E’ molto sensibile agli eccessi di calcare, ha un apparato radicale sensibile all’asfissia e teme la siccità.

Asporti e fabbisogno di nutrienti
La tabella degli asporti riportati di seguito riguarda diversi autori. I valori delle asportazioni riguardano una coltura coltivata su terreno fertile normalmente dotato in elementi nutritivi, per varie produzioni.
Il sedano è una pianta che ha una buona asportazione di sodio, Anstett stima il valore in circa 100 kg/ha di Na2O.

Ruolo e apporto dei nutrienti
Azoto
Gli autori di una prova pluriennale svolta in Francia sulla concimazione azotata del sedano, hanno concluso, che una concimazione azotata di 200 unità ha dato dei rendimenti scarsi. Con 400 unità le rese sono state più elevate o uguali al dosaggio di 300 unità, ma non sono migliorate gli aspetti qualitativi commerciali.
In conclusione, in un terreno normalmente dotato in sostanza organica, una concimazione azotata di 300 unità è più che sufficiente per assicurare un ottimo rendimento. Nel caso in cui la coltura di sedano sia preceduta da una concimazione letamica superiore a 50 t/ha, è possibile ridurre la concimazione azotata a 200 unità.
Un frazionamento della concimazione azotata superiore a 3 applicazioni non migliora oltre i rendimenti.
Infine, i risultati analitici del prodotto finale rilevano che il tasso in nitrati aumenta con l’aumentare della concimazione azotata.
Fosforo
Un apporto di 100-160 unità/ha di anidride fosforica, in un terreno normalmente dotato, sembra sufficiente a soddisfare l’esigenze della coltura.
Potassio
La forma con cui si somministra il potassio è molto importante, perché il cloruro ha un’azione favorevole non solo sulla produzione ma anche sulla qualità.
Se non si oltrepassano le 200 unità/ha di K2O, non è necessario l’apporto frazionato.
Magnesio
Per il magnesio le asportazioni si attestano tra le 15 e le 25 unità/ha di MgO. Questa limitata quantità fa si che spesso i produttori non tengano in considerazione l’apporto di questo elemento.
Al contrario la comparsa delle carenze spesso ci indicano l’esigenza di apportare questo elemento, ma non sempre i sintomi da carenza sono dovuti ad una carenza di magnesio. Essi possono provenire da squilibri dovuti ad eccessi di potassio o di calcio, o dei due insieme. Inoltre ci possono essere cause legate alla sensibilità di alcune varietà. La presenza di solfati accentua la carenza.
Per evitare queste spiacevoli carenze, si consiglia: utilizzare varietà poco sensibili; evitare un eccesso nella concimazione potassica; evitare la coltivazione su terreni con pH troppo elevato.
In caso di sintomi da carenza, intervenire con applicazioni fogliari con prodotti a base di magnesio. Per es. solfato di magnesio alla concentrazione del 1-1,5%
Boro
Il sedano è molto sensibile alle carenze da boro. In generale, abbiamo un arresto della vegetazione. Le foglie diventano dure, croccanti, le nervature delle coste presentano delle screziature marroni sulla superficie esterna.
Tra le cause delle carenze, oltre al terreno più o meno ricco, ci sono:
-il clima: la siccità favorisce la carenza in boro;
-la stagione: le carenze sono più frequenti in autunno che in primavera;
-le varietà: le varietà verdi sono meno sensibili;
-l’eccesso di calcio;
-il rapporto K/B: i sintomi di imbrunimento appaiono quando il rapporto K/B nei piccioli è superiore a 3.000.
Per correggere le carenze:
-evitare i terreni calcarei;
-evitare elevati apporti di potassio;
-apportare boro con i trattamenti fogliari;
-apportare del boro al terreno, ma fare attenzione a non oltrepassare le dosi prescritte dall’analisi del terreno, al fine di evitare fenomeni di tossicità.
Sodio
Il sodio avrebbe un’azione favorevole nei seguenti casi:
-quando il tasso di potassio è basso;
-quando si coltivano delle varietà giallo-dorate;
-quando il tasso di sodio scambiabile nel terreno è basso;
-in presenza di carenze di boro.

Tecnica di coltivazione
Apportare i fabbisogni di azoto in copertura, frazionando gli apporti in 2 o 3 volte tra il trapianto e la rincalzatura per l’imbianchimento. Si somministra l’azoto sottoforma d diversi fertilizzanti, quali: solfato ammonico, nitrato di sodio, nitrato ammonico e nitrato di potassio.
La coltivazione del sedano si può considerare su tre diversi cicli:
-Sedano da estate;
-Sedano da inverno;
-Sedano in coltura protetta.
Coltivazione in coltura protetta
La coltivazione forzata del sedano da coste può essere fatta in serre o tunnel grandi, freddi o riscaldati, in tunnel medi e in tunnel piccoli.
Il ciclo può essere autunno-invernale o invernale-primaverile, senza che vi siano grani diversità nella tecnica colturale, salvo ovviamente le diverse epoche di trapianto e di raccolta.
Irrigazione: la coltura del sedano presenta elevate esigenze idriche, e quindi richiede, in particolare nel periodo estivo, delle irrigazioni frequenti, in modo che siano mantenuti livelli di umidità vicini alla capacità di campo, per tale motivo, si richiedono terreni ben drenati e strutturati.


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